WINTER MOUNTAIN TEST 2009
Il programma dell'evento è conosciuto da tutti i partecipanti…quello che non sanno è come si svolgerà, visto che disgraziatamente l’organizzazione è nelle mani dello ”staff” di ALTA QUOTA e in particolare di:
Massimo “l’alpinista sognatore”
Andrea “l’assistente dell’alpinista sognatore”
Federico “il Jolly”
Dario “il Ciaspolatore errante”
Gabriele “l’emigrato di Gressoney" (è più il tempo che sta lì con gli sci ai piedi che a Roma, a lavorare)
Silvio “il Gran Mogol”
Francesca “la Mogolla", moglie del Gran Mogol
Mauro “il maratoneta del Monte Elefante”
Enrico “il fotografo di Alta Quota” nonché trasportatore di inutili materiali.
1°GIORNO, sabato
Nonostante gli ultimi imprevisti per l’approviggionamento dei materiali, sabato mattina partiamo per l’apertura ufficiale del Winter Mountain Test.All’appuntamento, in un improbabile parcheggio a Settebagni, giungono solo alcuni dei partecipanti. Forse gli altri hanno capito cosa li aspetta? No!! Sembra che anche loro siano diretti verso le pendici del Terminillo, luogo dei futuri misfatti. All’albergo Tre Cime, in località Campoforogna, finalmente ci ritroviamo tutti.E troviamo anche un'ammasso di scatoloni colmi di materiali da testare (scarponi, ciaspole, ramponi, piccozze, sci, ecc.) messi incoscientemente a disposizione dai nostri sponsor tecnici (Black Diamond, Dynafit, La Sportiva, MSR, Patagonia, The North Face).Un disordinato appello consente di formare i gruppi e ogni accompagnatore prende in cura i propri discepoli.I ciaspolatori, consigliati da Dario, con curiosità rigirano tra le mani coppie di ciaspole alla ricerca di quelle più adatte al proprio piede: “Io le vorrei gialle-verdi-blu!”, “Io le vorrei con i tacchi alti”, “Io le vorrei di Armani”…Analoga situazione tra gli scialpinisti: un turbinio di sci, scarponi, bastoncini…E anche gli alpinisti non sono da meno: ogni rampone deve adattarsi ad ogni scarpone e ogni scarpone ad ogni piede. Lame di piccozze scintillano per ogni dove.Dopo tanta confusione e scambi di materiali, ogni gruppo parte alla volta della propria meta. SI INIZIALa giornata non potrebbe essere più bella, la quantità di neve è esagerata il cielo è di un azzurro che non vedevamo da tanti weekend, le temperature sono primaverili! Insomma ai partecipanti si presenta la facciata migliore dell’ambiente montano!!
Il gruppo degli alpinisti è piuttosto variegato Ci sono Luca e Maurizio (“il capellone”) già pratici di questo tipo di attività, Ivano e Barbara, alla ricerca di nuove emozioni, Maurizio alla sua prima esperienza sulla neve, Giovanni che ha abbandonato la moglie con i ciaspolatori, Peter (“The Elephant Man”) e Sara, compagna del "Ciaspolatore errante" Dario.Il "Gran Mogol" e la "Mogolla" si dirigono verso il Monte Elefante, conducendo il gruppo che regge bene, senza troppi lamenti. All’attacco, dove inizia la vera salita, il "Gran Mogol" impartisce alcune basilari ma importanti nozioni tecniche di alpinismo. Poi, inizia la fatica… e iniziano i cedimenti!Maurizio, che - ricordiamo - mai aveva messo piede sulla neve, si chiede perché lo abbia fatto proprio oggi!! Ma gli altri compagni proseguono impietosamente verso la cima. E allora ecco intervenire in aiuto la "Mogolla" che, sfruttando la sua nota e instancabile chiacchiera, riesce a condurre Maurizio fino in vetta dove, seppur stordito e in stato di semi-incoscienza, è accolto dagli applausi dei compagni!! Bellissimo il panorama a 360°, inevitabile la foto di gruppo! Ma ben presto il vento incessante e i crampi della fame invitano a ripartire per la discesa… immaginabile il disappunto di Maurizio, appena arrivato.Sull’ultimo tratto di pendio, il "Gran Mogol" perde il controllo e si abbandona ad una delle più classiche tecniche di discesa di Alta Quota: la scivolata sulla neve!!!! Il gruppo non esita: “Se lo fa il teacher… !!!”
Nel frattempo i scialpinisti dopo aver recuperato i materiali mancanti al negozio di Titto Salvatori, partono per la vetta del Monte Terminilletto, Si inizia subito con una piccola lezione di conduzione e cambio di direzione in salita con gli sci ai piedi, e quando il gioco si fa più duro e la fatica aumenta, ecco gli skialp esibirsi in particolari figure coreografiche con gli sci ad "X" a "Y" e a "W" (tecniche di livello avanzato e, perfezionate da noi)!! Ma è con vero orgoglio, fatiche, sofferenze, che il gruppo raggiunge la vetta... 4 ore, in 600m di dislivello. Conseguenze? Nessuna! A parte la discesa... “L'alpinista sognatore" spinto da una generosità senza confini, offrendo i propri sci d'alpinismo ai compagni d’avventura, s’improvvisa o quasi in un temerario telemarkista! Rispolverando antiche tecniche sciistiche e con la neve un pò morbida e un pò crostosa, dovuta all'ora tardiva, scende tracciando linee curve e sinuose, corredate da buche a forma di uomo. “L'emigrato di Gressoney" con i suoi sci da freeride mostra con disinvoltura come si possa superare ogni ostacolo e trappola di neve marcia che si presenti sulla traiettoria di discesa. E così gli intraprendenti scialpinisti ispirati dalle tecniche dell'alpinista sognatore, dopo essersi battuti e sbattuti fino in fondo (alle piste), per non sfigurare nei confronti del loro accompagnatore, giungono sani e salvi all'albergo.
FINE GIORNATA
Rientrando verso il rifugio i vari gruppi notano che nel paesaggio è apparsa una misteriosa cupola gialla con dimensioni di poco inferiori a quella di San Pietro. Si tratta di una tenda da campo, assemblata da Federico, Enrico e un manipolo di volenterosi animati da grande spirito di collaborazione. Ogni piccola divergenza nelle fasi di montaggio viene risolta prontamente da abbondanti palate di neve, lanciate ora all'uno, ora all'altro, fino a ristabilire l’armonia generale. Miracolosamente la complessa struttura architettonica prende forma.La tenda servirà per il pernotto di coloro che vorranno provare l’esperienza di dormire in un campo d'alta quota. Solo rudi alpinisti, …o semplicemente dissennati.- "Vuoi tu dormire nella cupola, rinunciando a riscaldamento, acqua, materasso ed elettricità?"- "Sì, lo voglio!".Ben 4 persone accettano l'estremo sacrificio. La popolazione di Alta Quota non smette mai di stupire!E di queste 4 persone, solo 3 soffriranno una notte insonne a causa del freddo e dell’attrezzatura inadatta!
Il pomeriggio volge al termine. Come da programma, ci ritroviamo tutti all’albergo per il meritato relax, arricchito da bellissime proiezioni.Ma, proprio quando i muscoli si stanno rilassando e si inizia a parlare di cena e ristorante, i malcapitati che hanno espresso il desiderio di partecipare alla prossima uscita alpinistica (all’alba) devono dar prova di essere pronti, forti e motivati. Rinunciano ad ogni comfort appena assaporato e partono per raggiungere a piedi il Rifugio Sebastiani, attraverso un percorso innevato al freddo e al buio! Fortunatamente li attende una cenetta da leccarsi i baffi.
Distrutti dalla lunga giornata, si va tutti a letto, con la sveglia minacciosamente puntata sulle ore 5.00.
2°GIORNO, domenica
Eccola…. la sveglia!! Sta già suonando senza pietà. Una veloce colazione e ci accingiamo a partire.Il gruppo è lo stesso di ieri: abbiamo perso solo Maurizio, Sara e Giovanni, ma abbiamo guadagnato i 3 insonni della tendopoli oltre a Tiziana e Marco, reduci dello scialpinismo del giorno prima.Le condizioni climatiche questa volta sono avverse, c’è un forte vento e una nebbia fittissima, ma il "Gran Mogol" decide che si va lo stesso!!
Nella nebbia si sente qualcuno dalle ultime file accennare lamenti per tornare indietro. Giammai!! All’attacco per il canale centrale del Terminillo sbucano fuori altri 5 escursionisti che nella nebbia hanno perso la direzione. Li accogliamo nel nostro gruppo perdendo, in cambio, l'ammutinata Tiziana che non se la sente di proseguire. Il gruppo avanza e anche questa volta conquistiamo la vetta, con più entusiasmo del giorno prima! Torniamo giù, verso il rifugio, dove attenderemo l’arrivo degli altri gruppi per banchettare tutti insieme. Nell’attesa, Peter “The Elephant Man”, non riesce a stare fermo e, dopo aver tentato con tutti,.trova una breccia nel buon animo di Mauro, convincendolo a ripartire per un altro “giretto”: Peter lo porterà sul Monte Elefante in un tempo record di 45 minuti. Mauro, la nostra risorsa più giovane, è messo KO dall'incredibile: energia del sessantenne Peter …. ehmm… volevo dire cinquantenne!!
Nel frattempo al rifugio arriva il "Ciaspolatore errante" con al seguito 20 persone!! Cerca aiutanti per proseguire nell’escursione….. ovviamente i due "Mogolli" non rifiutano l’invito recuperano immediatamente due paia di ciaspole e partono con il gruppone.Il "Gran Mogol" prende testa al gruppo e dirige con buon passo verso la Sella di Leonessa! Tra le fila si odono lamenti di sofferenze e respiri affannosi! La gente si chiede chi sia costui! Lo sguardo cattivo e il passo deciso incutono timore!!! Il "Gran Mogol" non si piega alla richieste di pietà e imperterrito conduce tutti alla meta!!!Alla fine, tutti esausti ma contenti, si posa per le foto di gruppo. L’annuncio della polenta ridà a tutti le energie necessarie per tornare al rifugio e… mettere le gambe sotto al tavolo!! Sono arrivati anche gli sciatori che dopo aver lasciato sinuose tracce di sci sui ripidi pendii innevati, ora lasciano altrettanto sinuose forchettate sull’ottima e fumante polenta preparata da Maurizio, mitico gestore del Sebastiani. E arriva anche “Il Jolly” Federico con il suo gruppetto di 3-4 disperati, discesi dalle nebbie del Terminillo tra i primi fiocchi di neve. Sono riusciti a ritrovare il rifugio guidati solo dall’odore della cucina del rifugio, irradiato in tutta l'area attraverso il comignolo!! Un sistema di orientamento ben più sofisticato di qualsiasi GPS. Ecco ora l’alpinista sognatore che, con l’aiuto del suo assistente (e probabilmente anche del medesimo sistema di orientamento olfattivo), riporta sani e salvi i ragazzi che oggi hanno concluso il loro corso di alpinismo invernale. Alcuni testimoni affermano che in realtà non facessero altro che rotolarsi sulla neve legati da corde e moschettoni.Ora siamo veramente tutti.
IL RIENTRO
Dopo aver gustato un pranzo con i fiocchi, resta solo l’ultima fatica: si riparte, chi con le ciaspole, chi con gli sci, chi… con i soli piedi, …sulla la via del ritorno.
Nella piacevole camminata, accade solo un piccolo ma increscioso episodio di cui è vittima il “Gran Mogol”: alcuni dei partecipanti, forse perché da lui precedentemente stressati o forse perché istigati da un altro accompagnatore, improvvisamente organizzano una rivolta che sfocia in una cruenta battaglia a palle di neve. Altri accompagnatori e partecipanti intervengono attivamente nella contesa … pur non conoscendone neanche le motivazioni. Teppisti!Ricomposte le file e ripreso il cammino, arriviamo all’Albergo Tre Cime, dove tutto è iniziato e dove ora ci scambiamo calorosamente saluti e ringraziamenti.

Ci guardiamo intorno: la stanchezza non sembra aver lasciato segni indelebili. Chissà… forse qualcuna di queste facce, ora così felici, domani mattina, scendendo dal letto, riporterà una smorfia di dolore a causa dei muscoli che gridano vendetta!!!! Fortunatamente noi non ci saremo.Ma pensiamo al presente: sui volti leggiamo sorrisi e soddisfazione e quindi sentiamo di essere riusciti nell’impresa. Speriamo solo di aver trasferito a tutti un po’ del nostro entusiasmo e della voglia di tornare su per i monti, magari… perché no…. ancora in nostra compagnia!!!
Ci vediamo in montagna.
Francesca “La Mogolla”