Questa volta ci siamo! Tutte le condizioni sono propizie per l'escursione notturna su M.Vettore che poche settimane fa avevamo dovuto rinviare.
Un weekend libero, meteo favorevole, luna piena e soprattutto... un ottimo drappello di volenterosissimi Altaquotisti, pronti a tutto!
Partiamo sabato sera in direzione dei Sibillini dove, secondo programma, dovremmo cenare prima di iniziare la salita (NdR: il mancato rispetto delle regole salutistiche solitamente non causa effetti negativi ai frequentatori di Alta Quota).
Accade però che le comunicazioni telefoniche tra le 2 vetture in viaggio vertano ripetutamente e inesorabilmente sul tema "cena". Tale vocabolo, se utilizzato sconsideratamente, può causare una precoce attivazione dei "succhi gastrici", uniche sostanze note per essere in grado di fermare anche un valoroso drappello come il nostro.
E infatti, dopo pochi Km, le vetture giacciono miseramente e frettolosamente abbandonate al margine della Salaria. Solo dopo aver soddisfatto i nostri brutali appetiti, risaliamo a bordo, consci di dover ancora portare a compimento la nostra missione.
Si riparte!
Lunghe e tortuose strade ci portano al punto di partenza, alla base della montagna. La silenziosa solitudine della notte è rotta solo dai latrati di eleganti e pulciosi maremmani. Sono affamati come lo eravamo noi, prima della cena, ma fortunatamente sono anche ben disposti nei nostri confronti. Probabilmente hanno valutato che, come cena, valiamo davvero poco per loro. Luna piena, assenza di nuvole... iniziamo a camminare senza bisogno di accendere le frontali. Si vede tutto!
Ad un tratto, notiamo che in realtà sono presenti 2 lune.: una enorme e luminosa, l'altra più piccola e - al confronto - quasi pallida. Indossati gli occhiali da sole, investighiamo su questo inaspettato mistero. Scopriamo presto che la luna piccola e pallida non è altro che il notissimo satellite della Terra, nel pieno della sua forma. L'altra luna, quella più grande e luminosa, è collocata tra le mani di Alessandro e non è altro che un potente faro da 4000 watt allo iodio-tungsteno-alogenato con vapori di argon radioattivo. L'individuo, smascherato e interrogato, sostiene di utilizzare siffatto dispositivo solo per le sue escursioni in bicicletta. Ma in tutti noi resta il sospetto di un segreto utilizzo per scopi militari... probabilmente l'abbattimento dei caccia nemici (per accecamento del pilota).
Il sospettato non confessa. Vorremmo puntargli contro la sua stessa arma per farlo parlare ma si tratterebbe di un metodo eccessivamente cruento, certamente non consentito dalle convenzioni internazionali.
Ripartiamo, con una sola luna, quella piccola, più che sufficiente.
Verso le 2:30 arriviamo alla nostra prima meta, il Grand Hotel Zilioli, situato in una ridente posizione a 2240m. Ridente perchè ogni sasso nei dintorni sa come presto andremo a passare la notte!
Spontaneamente e con reciproche cortesie ci distribuiamo negli ampi spazi messi a disposizione dalla struttura alberghiera. Tre di noi si accomodano in sontuose suite (posizione distesa), gli altri tre in alloggiamenti singoli dotati dei più moderni comfort (posizione seduta).
Compare di nuovo la seconda luna! Con il suo fascio luminoso, trapassa le pareti in muratura del rifugio facendolo apparire trasparente, dall'esterno. Indossiamo di nuovo gli occhiali da sole mentre due candele che avevamo appena acceso decidono di spegnersi per la vergogna.
Quando si spengono anche i 4000 watt, inizia la notte. Mentre gli ospiti delle suite già russano, noi delle singole siamo più misurati: vorremmo russare, sogniamo di stare comodi, sogniamo di sognare ma soprattutto non dormiamo... cerchiamo di sopravvivere fino a domani. Prima o poi anche la peggiore delle notti deve pur finire, no?

La sveglia che avevamo puntato si rivelerà inutile... i tre "accartocciati" non hanno alcun bisogno di essere svegliati da un sonno che non è mai iniziato... anzi, vorrebbero provocare in anticipo il suono della sveglia per svegliare anche i tre delle suite. Non è una vendetta ma solo il desiderio di porre la parola "fine" alla notte di tortura! Sembra che due di loro siano anche andati in giro, di notte, tentando di immedesimarsi nella natura dei cani maremmani per sfuggire a quella umana... che, in quelle condizioni, di umano aveva ben poco.
Finalmente, dopo lunghe ore di russate (dalle suite) e scricchiolii ossei (dalle confortevoli singole), arrivano le 5:30, orario ufficiale della sveglia per tutti... o meglio... per chi ha beneficiato della notte.
Sulle panche, accanto alle vertebre rotte, abbandonate da alcuni dei malcapitati, fanno la loro comparsa biscotti, tè, zucchero, cioccolata e svariati altri generi di conforto. Inizia il sacro rito della colazione. Come spesso accade, è facile dilungarsi in questo tipo di operazioni... rischiamo di distrarci dal principale obiettivo che non abbiamo ancora raggiunto!

E infatti, tra un tè e un caffè, vediamo apparire ad est la prima tenue luce, bassissima, appena accennata.
Precipitosamente, trangugiamo tutto il trangugiabile, facciamo ordine nei nosttri alloggiamenti (naturalmente i signori delle suite necessitano di più tempo) e partiamo.
Zaini in spalla, vento freddo in faccia, veloci verso la vetta.

Siamo straordinariamente sincronizzati con il grande astro! Calpestiamo il pavè sommitale di M.Vettore (2476m) esattamente quando nel cielo appare la prima unghia di sole. Uno spettacolo! Ce lo godiamo fino in fondo nonostante il vento, il freddo e i velocissimi convogli di nuvole che ci attraversano come se fossimo immateriali... forse lo siamo diventati questa notte!

Tra una nuvola e l'altra si aprono scenari grandiosi, sempre diversi. Solo quando siamo pienamente soddisfatti, decidiamo di rimetterci in cammino.
Non era strettamente in programma ma tutto il gruppo è d'accordo e non c'è neanche bisogno di fare una votazione: si prosegue l'escursione! Bravissimi!! Valorosissimi rappresentanti della nobile Associazione!! Invincibili Cavalieri dello Scarpone!!

Scendiamo prima per pratoni e poi per roccette verso il Lago di Pilato. Anche chi ha meno confidenza con questo tipo di terreno, ora più impervio, dimostra a pieno la sua natura Altaquotistica e procede senza indugi, guadagnando confidenza ad ogni passo.
Arriviamo al lago che, come sempre, è in grado di meravigliare tutti, anche chi l'ha già visto varie volte. Vale la pena perdere un po' di tempo arrampicandosi sui ghiaioni laterali per lasciarsi assorbire dalla bellezza del posto e vederlo da ogni angolazione.

Il ritorno... purtroppo è inevitabile... ma, come sempre, ci regala altre belle immagini sia per la macchina fotografica, sia per la mente. Ci torneranno utili quando ci troveremo accerchiati dalle tristi pareti di un ufficio: ci consentiranno di vedere al di là del muro (anche se i colleghi ci prenderanno per pazzi). Alessandro potrà vedere al di là anche semplicemente accendendo la sua torcia.

L'ultima lunga camminata ci riporta alle auto. Ancora una volta il gruppo si dimostra coeso, unito da un sano e autentico spirito Altaquotistico: tutti insieme a Castelluccio... polenta, gnocchi, carne alla brace, patate...e non serve aggiungere altro.

Alla prossima... in montagna!!
