105 km
2326 MT. di dislivello
4 GG e mezzo dal 31.05 al 04.06
“Quando non potrai correre, cammina veloce, quando non potrai camminare veloce, cammina. Quando non potrai camminare usa il bastone. Però non fermarti mai!” – Cit. M.T. Di Calcutta
E così sia….
Questa è stata la volta del cammino minerario di Santa Barbara. Una piccola parte ovviamente. Un itinerario di 500 km circa che si snoda nella parte sud ovest della Sardegna. Ne abbiamo fatto un piccolo assaggio, solo 105 km, ma è bastato per farci ammirare una parte della Sardegna a me sconosciuta. Come al solito la mia compagna di avventura per queste zingarate è sempre lei Emanuela, l’inarrestabile, quella che non mi dice mai di no, quella che non sente mai la stanchezza e se la sente sorride sempre e comunque, quella che bastano gli sguardi e non servono parole, quella che mangia cibo disidratato con me per cinque giorni di seguito come se fosse la cosa più buona del mondo, che dorme con me in una piccolissima tenda piantata nei posti più improbabili.
Così stavolta si và su l’isola sarda (che ci mancava). 6 giorni compresi gli spostamenti in nave treno e bus. Così nave fino a Cagliari e poi bus e treno per arrivare a Carbonia. Partenza del cammino h.13.15 di domenica, ci saranno almeno 35°, fa caldissimo, Carbonia è deserta mancano le balle di fieno che rotolano sulla strada che non rotolerebbero comunque perché non tira un filo di vento così dalla chiesa di San Ponziano davanti alla statua di S. Barbara…. 3 2 1 Via … Si và….
1° tappa: Nuraxi Figus, 25 km con 300 MT di dislivello, e noi ovviamente arriveremo a qualche km dal paese solo perché dobbiamo trovare un posto per dormire un po’ nascosto quindi ci fermiamo prima in una Bella pineta . Beh la tappa è stata lunga e impegnativa. Considerando che tutta la distanza l’abbiamo fatta in meno di un pomeriggio come ns solito
Primo campo e ripartiamo con le nostre routine di rito come se fosse stato ieri l’ultimo giorno della ns precedente avventura. Dormiamo come sassi, sveglia alle 7.00 le solite faccende di casa colazione con il NS super muesli disidratato al cioccolato TOP e via in direzione di Nuraxi.
Fa caldissimo già dalle prime ore del mattino. Il problema di questo cammino è l’acqua, ne abbiamo almeno 5 LT ciascuno ogni giorno nello zaino, perche’ con le alte temperature non possiamo rinunciare a bere e qui di fontanelle nemmeno l’ombra… (L’unica spesa del cammino saranno i litri d’acqua comprati in un paio di bar trovati strada facendo). il panorama inizia a mostrarsi.
2° tappa dobbiamo arrivare a Bacu Abis doppiando la tappa di Portoscuso. Saranno 30 km, per me è la prima volta di una tappa così lunga, Emanuela con le sue gare di Trail ha fatto anche 60 km di seguito, quindi non posso e non devo mollare. Ci vuole solo testa mi ripeto, mentre il caldo mi tira fuori tutti i liquidi che ho in corpo così passiamo per Portoscuso e dopo aver attraversato una bella pineta ci troviamo davanti una spiaggia con un mare pazzesco, di un colore cosi azzurro che non possiamo fare a meno di scendere e mettere i piedi a bagno… Così mi tolgo le scarpe e mi rendo conto che il dolore che ho dietro al tallone sx è causato da una bolla d’acqua che si è formata gigantesca e allora mi armo di ago e procedo a incidere chirurgicamente in condizioni igieniche già disastrose a causa della polvere però non ci sono altre soluzioni mancano ancora 20 km per arrivare a fine giornata .
facciamo scorta d’acqua al bar, foto come fossimo due giapponesi davanti alla cappella Sistina e all’ora di pranzo con 38° ripartiamo…. Il cammino è ben segnato e ci ritroviamo immerse in una distesa infinita di terra e roccia rosse che formano una sorta di balconata sul mare, posto molto suggestivo ma anche molto caldo, così proseguiamo e i dolori ai piedi diventano sempre più forti ma non ci sono soluzioni, penso prima o poi passerà, basterà cambiare la postura e l’appoggio dei piedi. Sembro una che ha appena imparato a stare in piedi… Avevo scelto un paio di scarpe super rodate che non mi avevano mai tradito ma stavolta probabilmente con 17 kg sulle spalle hanno ceduto anche loro. Finalmente verso le 18.00 arriviamo poco fuori Bacu Abis e troviamo un bellissimo campo di fieno già tagliato con balle rotonde sparse qua e là e noi in un angolino ci mettiamo la tenda. Sono stati 30 km veramente faticosi ma anche oggi ce l’abbiamo fatta. Mangiare godendo dei colori del tramonto con casetta pronta dietro le tue spalle stando in mezzo al nulla non ha veramente prezzo. L’indomani sempre sveglia presto, passiamo dal paese che non c’è, anzi dove le donne non ci sono…. Un solo bar e 8 uomini seduti ai tavoli a bere birra alle 10 di mattina… Boh!!!!
Arriviamo a Gonnesa e li in un improbabile negozio di cineserie compro un paio di pirata di cotone che alla cassa subito dopo averli pagati davanti agli occhi sgranati del proprietario, con un paio di forbici, taglierò a mo’ di ciclisti per stare più fresca. Saranno la mia salvezza fino alla fine della vacanza. proseguiamo per arrivare alla fine della tappa che sarà anche questa doppiata perché arrivate all’ ingresso di Iglesias senza fermarci proseguiamo verso Nebida. Ovviamente ci sono anche salite e dislivelli in questo cammino così ci lasciamo Iglesias alle spalle, attraversiamo un sito minerario e prendiamo una lunghissima stradina a tornanti che pian piano sale per arrivare a una sella da cui poi scenderemo verso il mare ma solo domani. Mentre siamo ferme per una ripresa fiato e per far riposare le spalle, sedute sul ciglio della strada, da dietro una curva poco più avanti sentiamo un rumore come la frenata di una bici e poi una serie di lamenti incomprensibile se provenienti da esseri umani o da animali…. in pochi secondi corriamo a vedere e troviamo un ciclista sardo a terra ovviamente sporco di sangue con il viso tra le mani, pensiamo al peggio ma fortunatamente ha solo escoriazioni, tante. Lo aiutiamo a rimettersi in piedi e lui da vero uomo sardo le uniche cose che ci dirà saranno: che figura! Mio dio che figura!!! Così tra una risata e una smorfia di dolore lasciamo l’uomo d’onore sardo e ripartiamo. Per la notte troviamo un posto meraviglioso.
Montiamo la tenda all’interno di un rudere a cielo aperto su una piccola collina con un panorama da sogno e così anche oggi i ns 30 km ce li siamo portati a casa con i miei piedi che gridano vendetta e che non faccio altro che bucare per fare uscire acqua dalle vesciche oramai giganti. Emanuela li guarda e mi dice: stavolta le mie bollicine ai mignoletti non meritano lamenti in confronto ai tuoi piedi, così anche lei buca le sue vesciche senza fare un fiato!!!
3° tappa partiamo per scendere a Nebida, paesino che finalmente da cenni di vita, c’è anche un market aperto così prendiamo i nostri 8 LT di acqua da rimettere negli zaini per proseguire. Da questo punto il cammino ci mostrerà i panorami più belli di tutta la vacanza. Decidiamo di goderci la giornata arrivando a Masua dove ci accasceremo nel vero senso della parola, sulla spiaggia facendo solo il bagno come morto a galla e prendendo il sole per tutto il resto del giorno. Per gli occhi solo il panorama meraviglioso del faraglione gigante del pan di zucchero con le sue pareti alte più di 100 mt che si alza imponente a due passi dalla costa quasi a poterlo toccare adagiato su un mare di un color zaffiro. Dopo aver preso sole tutto il giorno come fossimo due naufraghi su una zattera senza un angolo di ombra ce ne andiamo alla ricerca di un posto dove dormire è così ci inerpichiamo su una collinetta appena sopra la zona della spiaggia. Da qui un tramonto meraviglioso ci accompagna durante la nostra fantastica cena che oramai anche come sapori si ripete uguale da 3 giorni.
Ultima tappa Masua – Buggerru ultimi 20 km effettivamente non sarà possibile fare poi Buggerru – portixxeddu perché rischieremmo di stare troppo al limite con gli orari per tornare a Cagliari. Così ci godiamo quest’ultima tappa che è considerata la più impegnativa del cammino per il tipo di terreno e il dislivello 800 MT circa . Noi ovviamente nonostante i miei piedi e il caldo che non ci dà tregua da giorni facciamo la variante più difficile che passa sul lato della costa. Questa giornata ci regala degli scorci e degli affacci sul mare meravigliosi, il cielo è sempre azzurrissimo. Oggi per la prima volta incontriamo alcuni pellegrini che stanno facendo il cammino. Ma subito dopo averli superati, come fossimo dei Pacman, torniamo ad essere sole nel nulla da sogno. Saranno gli ultimi 20 km di questo cammino. L’ultima notte montiamo la tenda su un pianoro che affaccia su una scogliera che sembra di essere in Cornovaglia… ammireremo il sole lasciarsi cadere nel mare e colorare di rosso tutto il cielo mangiando la nostra ultima pasta disidratata alla bolognese e pensando già ad un panino con il prosciutto per domani a pranzo.
L’ultimo giorno di vacanza, lo dedichiamo ad una visita guidata di un tratto di miniera proprio sopra a Buggerru, che si rivelerà interessantissima e bellissima. All’uscita anche la carrambata di incontrare due amici di Roma .
Con il panino al prosciutto nello zaino ricominciamo il nostro lungo viaggio tra bus e treno per tornare a Cagliari dove ci aspetta il traghetto per rientrare in continente. Spenderemo le ultime ore a comprare cibo sardo da riportare indietro e qualche souvenir a ricordo di questa avventura che come un lampo è già finita ma che mi ha regalato momenti meravigliosi di profonde riflessioni, di grande soddisfazione arricchendo la mia memoria di altre meravigliose immagini, colori e profumi, confermandomi ancora una volta di quanto sia bello avere un’amica speciale per realizzare avventure così.
Amo la mia vita così com’è, perché ho capito che la vita non inizia solo quando hai un amore al tuo fianco, inizia ogni volta che scegli te e io ho scelto di essere felice con me.
Francesca
